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Cos'è la C.F.

LA COMUNICAZIONE FACILITATA (CF)


Che metodo è?

La Comunicazione Facilitata è un metodo di comunicazione alternativa che ha successo con persone con problemi di autismo, sindrome di Down e diverse patologie neurologiche con compromissione del linguaggio verbale. Tale metodo, ideato dall’australiana Rosemary Crossley negli anni 80 e divulgato poi dall’americano dr. Douglas Biklen, permette a coloro che hanno difficoltà di comunicazione di esprimersi in modo razionale e comprensibile, mediante una tastiera o indicando figure, lettere o parole con l’aiuto di un facilitatore.  Lo scopo finale è il raggiungimento dell’autonomia.  Il facilitatore deve saper fornire non solo il supporto fisico, cioè aiutare a stabilizzare il braccio affinché la persona con disabilità possa scrivere, ma soprattutto un supporto emotivo con un atteggiamento di grande fiducia. Atteggiamento che, detto per inciso, sta alla base di ogni buon processo educativo.  Sono indispensabili la convinzione che il metodo sia valido e la fiducia nelle potenzialità della persona a cui si dà appoggio, affinché quest’ultima possa a sua volta acquisire sicurezza. Grazie al sostegno, le turbe nervose dovute alla disfunzione del sistema neurologico si compensano. Si resta infatti meravigliati nel leggere quanto riescono a scrivere, grazie alla C.F.,  persone apparentemente poco o per niente dotate.  Le loro comunicazioni scritte sono in grado di smentire l’affrettata e ingiusta classificazione di ritardate mentali. Si tratta, per le persone caratterizzate da questo tipo di disabilità, di raggiungere un traguardo, attraverso un cammino fatto di paziente amore, aiutati dai facilitatori, molto spesso gli stessi genitori, i quali attraverso la C.F. possono finalmente comunicare con questi figli, prima ritenuti inafferrabili.  Il metodo della C.F. si è diffuso in modo spontaneo grazie alla creativa ostinazione di genitori, per i quali era impossibile arrendersi al crudele destino di perpetua incomunicabilità del proprio figlio. E così, in modo autonomo e in più parti del mondo, la tenacia dell’amore ha dato i suoi frutti.  Chi  beneficia di questo aiuto può finalmente far vedere chi è ed affermare la propria identità.




Cosa scrive Janet Doman?

Scrive Janet Doman che ogni bambino con H (leggi handicap) ha problemi di linguaggio.
Quando  riguarda i cerebrolesi, i problemi sono talmente grossi che per loro è virtualmente impossibile esprimere pensieri o idee articolate.
La soluzione di questi problemi che hanno origine nel cervello è, ovviamente, quella di curare il cervello; tuttavia i problemi di linguaggio molto spesso sono il risultato di profondi problemi respiratori che non sono del tutto risolvibili in modo facile e veloce.
I genitori non lasciano nulla di intentato nei loro sforzi per capire di cosa hanno bisogno e cosa vogliono i loro figli, facendo affidamento sulle espressioni del volto e su alcuni suoni incomprensibili, le madri riescono a decifrare:”ha il mal di testa” o “vuole un bicchiere d’acqua”.
Questo è il risultato di un fortissimo legame tra madre e figlio, che viene ampiamente sottovalutato.
In mancanza di un linguaggio articolato la madre fa un lavoro fantastico nel capire le necessita del proprio figlio, ma, per quanto sia preziosa e meravigliosa questa capacità, non c’è madre che non la scambierebbe volentieri con la possibilità di sentire il proprio figlio esprimersi con le sue parole.
Lungo il percorso per acquisire il linguaggio, i genitori, i bambini e lo staff hanno sviluppato i migliori mezzi di comunicazione possibili tenendo conto dei gravi problemi del bambino.
Grazie all’interessamento del Dr. Douglas Bilken e del suo staff alla Syracuse University, arrivò negli U.S.A un nuovo mezzo per migliorare la comunicazione: la comunicazione facilitata.
La comunicazione facilitata può dare la possibilità di miglioramento a tanti, tantissimi bambini con lesioni gravi o profonde e ai loro genitori. La comunicazione facilitata è un metodo con cui i genitori forniscono il supporto fisico ed emotivo che permette al bambino di esprimersi.








Qual è il risultato della CF?

Mentre il risultato della comunicazione facilitata è profondo, la tecnica in se stessa è semplice.
Il genitore sostiene appena la mano del bambino in modo che egli possa indicare le lettere su una lavagna, su una macchina da scrivere o sul computer per poter formulare parole, frasi, e periodi. Il genitore stabilizza il movimento del bambino in modo che egli possa efficacemente indicare la lettera col dito e, attraverso l’esperienza di prove ed errori, il genitore impara qual è l’esatto supporto di cui il bambino ha bisogno per “scrivere” il suo messaggio.
Questo metodo permette al bambino di comunicare e contemporaneamente di espandere e migliorare la sua capacità di parlare. E’ questo un punto importante, dato che i bambini lesi vogliono parlare. Essi non si aspettano niente di buono nell’usare surrogati o tecniche speciali che possano evitare il linguaggio parlato. Ed hanno assolutamente ragione.
Ogni bambino ha il diritto di parlare; il fatto di introdurre questa tecnica non sminuisce quel diritto e non diminuisce il nostro onere di trovare il modo migliore e più veloce possibile per migliorare il linguaggio del bambino.
Tuttavia una volta che il bambino capisce che questa è un’altra opzione da usare, proprio come tutti noi possiamo usare la scrittura per esprimerci se vogliamo, allora generalmente è disposto a imparare a usare la C.F. E’ una tecnica molto utile ma non è una cura. Non cambierà la respirazione del bambino, migliorerà la sua mobilità o la sua coordinazione. Tuttavia una volta che il bambino riesce ad esprimersi in modo più articolato, è chiaro che abbiamo sottovalutato la sua capacità intellettiva. Questo processo di facilitazione e comunicazione ci apre gli occhi e, quando ogni membro della famiglia guarda il bambino con occhi diversi e con più rispetto, allora la famiglia si comporta diversamente nei suoi confronti.

Quali cambiamenti subisce un bambino?

Una volta che il bambino comunica attraverso la C.F: spesso fa dei cambiamenti radicali nel comportamento e nel sopportare.
Il comportamento di solito migliora in modo sensazionale.
La comunicazione efficace diminuisce notevolmente la frustrazione e la tendenza a usare la forza o fare la bizze per cercare di risolvere i problemi. La vita diventa più facile e più divertente. Quando emergono dei problemi se ne può discutere e si può trattare con la comunicazione facilitata, ciò significa che si è verificato un grosso cambiamento nell’ambiente del bambino. Una volta che l'ambiente cambia il bambino agisce in modo differente in risposta a questo nuovo ambiente, più stimolante e più dinamico; la crescente disponibilità del bambino a raccogliere nuove sfide determina dei cambiamenti neurologici fondamentali e importanti.
I genitori sono chiaramente entusiasti di conoscere i propri bambini più intimamente, il che aumenta il loro amore e il loro rispetto per essi.
I bambini sono emozionati nell’essere capiti, forse per la prima volta e nell’essere capaci di esprimere il loro amore e rispetto per i genitori.

Che ruolo hanno i genitori?

Il processo della C.F. è molto semplice. Inizia con un genitore che fa una domanda che ha una risposta semplice o ovvia "Che colore preferisci, blu o rosso?”
In poco tempo i genitori possono fare una domanda semplice come “Che tipo di pasta vuoi che faccia per cena?” La risposta chiaramente cade nella categoria dei tipi di pasta.
Una volta che la madre è più sicura sulla quantità di supporto che deve dare, può fare domande aperte come “Cosa mi vorresti dire?” o “Cosa ne pensi del libro che hai appena letto?”, qui è dove inizia il divertimento. Improvvisamente il genitore ha una finestra d’accesso su chi è il proprio figlio e su che cosa esattamente pensa.
Gli Istituti usano questa tecnica dal 1992. E' chiaro che i bambini non vogliono sprecare il loro tempo a utilizzare la C.F. su risposte o argomenti scontati.
Di solito i bambini si stufano del metodo se la madre chiede: “Cosa hai fatto oggi?” quando sta con lui tutto il giorno o “Ti piacciono le mele?” quando conosce già la risposta.
La tecnica dovrebbe essere usata solo come mezzo di espressione di pensieri creativi o come comunicazione.
Le famiglie che hanno avuto più successo sono quelle che hanno capito dall’inizio questo concetto.
Da quando abbiamo iniziato ad usare questa tecnica, i nostri bambini ci hanno fornito una ricchezza di conoscenze, molte importanti intuizioni dei loro problemi e perfino la loro soluzione. Il proposito dello staff degli Istituti è di far parlare tutti i bambini. Se la comunicazione facilitata non è un sostituto del linguaggio, l’incremento del linguaggio spesso è stato il risultato di mobilitare il percorso del linguaggio attraverso la comunicazione scritta. Alcuni bambini hanno iniziato a servirsi di frasi per esprimere le proprie necessità, altri bambini usano la Comunicazione facilitata per chiarire parole che hanno detto ma che non sono state capite completamente. Tutto ciò aiuta i bambini ad aver voglia di parlare e aiuta enormemente i genitori a capire un linguaggio che precedentemente non capivano. Alcuni bambini scrivono delle ricerche, dei libri, dei temi e delle poesie. Alcuni di questi stessi bambini adesso sono capaci di scrivere o battere a macchina in modo completamente indipendente. I genitori e lo staff sono stupiti ed entusiasti della comunicazione dei bambini. Adesso abbiamo bambini che facilitano (usano la C.F.) in Giapponese, in Italiano, in Francese, in Spagnolo, in Tedesco, in Ungherese, in Polacco ed in Inglese. Noi non possiamo leggere le loro parole senza accrescere il nostro bisogno urgente di trovare tutte le risposte per questi e per tutti gli altri bambini. La definizione di genio cambierà quando gli scritti e i pensieri dei bambini cerebrolesi saranno resi noti. Attraverso la comunicazione facilitata, le madri danno delle ali ai loro bambini che prima erano come rinchiusi in gabbie della misura del proprio corpo.
La porta adesso è aperta. Stiamo appena iniziando a vedere cosa c’è dietro e oltre la porta. L’anticipazione di ciò che deve ancora venire ispira tutti noi, che abbiamo avuto il privilegio di lavorare con questi bambini e le loro famiglie, a sforzarci ancora di più per dar loro il miglior programma che il mondo possa offrire.

La Comunicazione Facilitata (C.F.) è una strategia di comunicazione aumentativa/alternativa.
E’ un metodo per mezzo del quale persone prive di comunicazione verbale, o la cui produzione verbale è insufficiente, riescono ad esprimersi mediante lo scrivere a macchina.
L'applicazione del metodo inizia quando una persona (facilitatore) fornisce un supporto alla mano della persona disabile (facilitato).
Questa strategia iniziale di sostegno fisico è stata ormai largamente impiegata con successo con centinaia di persone e il suo scopo finale è il raggiungimento dell’indipendenza nello scrivere a macchina.
Tale strategia non consiste solo nel supporto fisico ( che inizialmente può essere mano su mano e poi via via si allontana, fino ad arrivare alla sola presenza del facilitatore seduto accanto o nella stanza) ma soprattutto nello stabilire una situazione privilegiata di reciproca fiducia e sintonia e nell’utilizzare momenti di “attenzione condivisa".


Gli elementi utilizzati nella C.F. si possono così riassumere:
SUPPORTO FISICO
- Non è e non deve essere mai una guida al movimento, ma un allenamento ad un gesto preciso e correttamente indirizzato.

SUPPORTO EMOTIVO - ll facilitatore intuisce e riconosce al facilitato capacità di elaborare e di esprimere pensieri e cerca insieme a lui un codice alternativo per poterli esprimere.


LAVORO STRUTTURATO - Inizia con domande semplici e prevedibili per arrivare ad una conversazione aperta e spontanea all’interno di un progetto individualizzato. Il materiale usato è vario, gli strumenti vanno individuati secondo la situazione. Il punto di partenza viene deciso dal responsabile al momento della verifica iniziale e monitorato nel tempo.

RICHIESTA CONTINUA DI ATTENZIONE - Ignorando, interrompendo o correggendo il linguaggio stereotipato (quando è presente). Intervenendo sul comportamento ossessivo, anche contenendo con decisione i movimenti inutili. Incoraggiando un’esatta direzione dello sguardo verso la tastiera.

IMPORTANZA DELLA C.F. NELLA SCUOLA.

L’uso della C.F. all’interno della situazione scolastica riveste una grande importanza. Grazie a questo nuovo strumento è possibile conoscere e verificare delle competenze, finora inespresse, dalla persona con difficoltà di comunicazione; in questo modo i percorsi educativi possono cambiare drasticamente e molti bambini o ragazzi possono seguire e svolgere i programmi della classe frequentata.
E’ possibile capire meglio (non solo interpretando) i comportamenti, i disagi, le crisi d’ansia e di aggressività e, di conseguenza, gestire con strategie più adeguate queste situazioni.
E’ possibile inoltre conoscere meglio predisposizioni, desideri e sentimenti dei “facilitati”.
Sono già state fatte esperienze in alcune scuole, di cui esistono pubblicazioni (nella regione Lazio, con il Provveditorato di Savona, Grosseto, Terni ecc.).

LA COMUNICAZIONE FACILITATA IN ITALIA.



La C.F. è stata introdotta in Italia da un genitore, la signora Patrizia Cadei, presidente dell’ANGSA (Ass. Naz. Genitori Soggetti Autistici) per la regione Liguria; la sua formazione è stata curata direttamente dal prof Biklen, Direttore dell’Istituto per la C.F. presso l’università di Syracuse, NewYork.
CENTRO STUDI SULLA C.F. Il primo convegno per la divulgazione del metodo, nella Regione Veneto, è stato organizzato nel 1995 dalla Cooperativa Intervento. In questa ottica di divulgazione, la signora Patrizia Cadei ha istituito un Centro Studi per la C.F. in Italia, e sono stati creati gruppi di specialisti ed operatori abilitati all’utilizzo della tecnica.

GRUPPI DI SUPERVISIONE SUL TERRITORIO NAZIONALE:
ZOAGLI (GE) Woce Centro Studi sulla Comunicazione, Coop. Soc. ARL O.N.L.U.S.
ANDRIA (Bari) : Istituto A. Quarto di Palo, Dott.ssa T.Calvario, neurologa
BARI:ASL 5, Dott.ssa A. Dellarosa, neuropsichiatra
BARI:Neuropsicologia Infantile – Ospedale Giovanni XXIII- Dott.ssa Silvana Bitetto, psichiatra;
Sig.ra Luisa Tricarico, psicomotricista CARRARA:Coop. Olis; sig.ra Isa Piccini, psicomotricista
MARCHE:ANGSA; dott.ssa A. Foglia, biologa; sig.a L. Dottori
MESTRE-Ve.:Coop. Intervento; Sig.a Zambon, logopedista, Sig.a Orvieto, logopedista, Dott. Vitali, neuropsichiatra
NAPOLI:Dott. R. Lucerini, psicologo
PIEMONTE:ANGSA, Dott.ssa M.Miliari, pedagogista
PARMA:Coop. Insieme, Sig.a B. Zinelli, psicomotricista; Dott. A. Malerba, psicologo
ROMA:Coop. Didasco, Francesca Benassi, logopedista
TERNI:Coop. Cultura e Lavoro, Dott.ssa M. Garetti, psicologa
VERONA:ULS 20 Centro Ricerca Autismo, Dott. M.Brighenti

Bibliografia in italiano


- Aarons–Gittens, E’ Autismo? Test di valutazione psico-pedagogica, Erickson, Trento, 1993
- Adrien, Valutazione Psicologica e Neuropsicologica, in AA.VV., Autismo Infantile: lo stato dell’arte (Atti Convegno Verona 1999), Az. Osped. Verona, 2000
- Baron-Cohen, L’autismo e la lettura della mente, Astrolabio, Roma, 1997
- Baron-Cohen, Howlin, Hadwin, Teorie della mente e autismo, Erickson, Trento, 1999
- Barthelemy, Aspetti Clinici e Neurofisiologici. La terapia di scambio e sviluppo, in AA.VV., Autismo Infantile: lo stato dell’arte (Atti Convegno Verona 1999), Az. Osped. Verona, 2000
- Bernardi L. (a cura di),  Il delta di significati. Uno studio interdisciplinare sull’espressione autistica, Carocci, Roma 2008
- Biklen, La Comunicazione Facilitata, Omega, 1999
- Brighenti, Autismo e Comunicazione Facilitata,
- Cooperativa Intervento, Percezione, motricità, apprendimento,       Armando, Roma, 1986
- Crossley, Il metodo della Comunicazione Facilitata,  Quaderni della Provincia di Savona, N1, 1998
- Delacato, Alla scoperta del bambino autistico, Armando, Roma, 1975
- De Meo-Vio-Maschietto, Intervento cognitivo nei disturbi autistici e di Asperger, Erickson, Trento
- Di Pietro, L’ABC delle mie Emozioni, Erickson, Trento
- Di Pietro, L’educazione razionale-emotiva,  Erickson, Trento
- Frith, Autismo: Spiegazione di un enigma, Laterza, Roma, 1989
- Grandin, Pensare in immagini, Erickson, Trento, 1995
- Jordan-Powell, Autismo e Intervento Educativo, Erickson, Trento, 1997
- Knill, Contatto corporeo e comunicazione, Erickson, Trento
- Lelord-Sauvage, L’autismo infantile, Masson, Milano, 1994
- McGinnis, Manuale di Insegnamento delle Abilità Sociali, Erckson, Trento, 1984
- Morgan, Adulti con Autismo, Erickson, Trento, 2003
- Piccoli, Come i cerchi nell’acqua, Armando, Roma,
- Piccoli, Nascere come persona, C.G.M., Brescia
- Sacks, Un antropologo su Marte, Adelphi, 1995
- Schopler–Lansing–Waters, Attività didattiche per autistici, Masson, Milano, 1995
- Vio, Il bambino con deficit di attenzione iperattività, Erickson, Trento
- Williams, Il mio e il loro autismo, Armando, Roma, 1998
- Williams, Nessuno in nessun luogo, Armando, Roma, 2002
- Williams, Qualcuno in qualche luogo, Armando, Roma (Prossima Pubblicazione)
- Zanobini M., Scopesi A., La comunicazione facilitata in un bambino autistico. Psicologia  clinica dello sviluppo, 5, 395-421 (2001).

 Testi di Ragazzi, Adulti e Genitori

-
Ball, Il bacio di Dio, Sonzogno
- Coco Maria Chiara,  ...Tanta Creativa Felicità, Quaderni di via Montereale  N.8, 2001
- De Nuccio Giacomo, Ali di parole, Oedipus Siepi, Collana Poesia, 2002
- De Nuccio Giacomo, Inno alla Nutella
- Gerland, Una persona vera, Phoenix, Roma, 1999
- Guerra, Cadei, Battistoni (a cura di) A voce alta, Junior, Collana Esperienze Educative, Torino, 2002
- Guerra, Giocheremo lo stesso, Perosini Editore,Zevio (VR)
- Istituto Comprensivo Luigi Manetti (Antrodoco), Fertili ragazzi, 2001
- Provveditorato agli Studi di Rieti, Ci siamo anche noi: Esperienza di 3 ragazzi nella scuola dell’obbligo Quaderni di via Montereale  N.2 – 1998
- Quaderni di via Montereale  N.3 – 1999
- Quaderni di via Montereale  N.5 – 2000
- Quaderni di via Montereale  N.8 – 2001
- Quaderni di via Montereale N.10 – 2002
- Raffin Scilla, Ti parlo con le dita
- Raffin Scilla, Dio e dintorni
- Raffin Scilla, Segreti
- Raffin Scilla-Cantarutti Ludovica, Le parole del silenzio, Del Leone, Multigraph Spinea (Ve), 2000  
- Rocha-Jorde, Figlia della luce, Sperling e Kupfer, Milano, 1997
- Rhode, La ragazza Porcospino, Corbaccio
- Rossi Elisabetta, Come gli altri, Ellerani, 1985
- Rossi Elisabetta, Piccola Betty, Ellerani, 1981
- Rossi Elisabetta , Fantasia e Realtà, La Stampa, Savona, 1994
- Rossi Elisabetta , ..bianchi voli di gabbiani.., La Stampa, Savona, 1997
- Sanson, Gocce della mia vita, Linotipia Emiliana (RE)
- Tognato Virgilio, Contro il silenzio la parola canta, ed. Studioimmagine sas, Thiene (VI),2003






 
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